Vibo Valentia
 

Estorsione ad avvocato nel Vibonese: padre e figli volevano impossessarsi di un fondo agricolo

carabinieri500 010217Padre e due figli sono stati arrestati con l'accusa di estorsione aggravata continuata, danneggiamento seguito da incendio, detenzione e porto abusivo di pistola dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno, con l'ausilio nella fase esecutiva dai militari delle Stazioni di Soriano Calabro e Vazzano. Si tratta di Giuseppe Donato e dei suoi due figli, Salvatore e Peppino, che a Girocarne, in provincia di Vibo Valentia, hanno minacciato di morte il proprietario di un terreno agricolo. Le indagini sono iniziate il 15 ottobre 2017 quando nella frazione Sant'Angelo di Gerocarne, di notte è stato appiccato un incendio ad un capannone di una persona residente. Sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza e informazioni nell'immediatezza dai militari della Stazione di Soriano Calabro sia in seguito dai militari del Norm. I risultati delle indagini hanno collegato i due fratelli, con precedenti di polizia, all'incendio del capannone ove erano custoditi, oltre ad alcuni capi di bestiame, un trattore che era stato utilizzato il giorno stesso per lavorare all'interno di un fondo agricolo in Contrada Cerasara di Gerocarne. Ed è stato proprio questo l'elemento che ha indirizzato le indagini: di fatto gli inquirenti sono riusciti a ricostruire una vicenda che andava avanti già da tempo in relazione alla proprietà di questo fondo agricolo. Il fondo in questione, di proprietà di un avvocato vibonese, era da tempo oggetto di attenzioni da parte della famiglia Donato che cercava di impossessarsene con minacce e pressioni indirizzate al proprietario del fondo e a tutti i soggetti che si recavano nello stesso per lavorarlo.

I militari, quindi, hanno ricostruito le intimidazioni verso l'avvocato vibonese più volte minacciato di morte anche mediante l'utilizzo di una pistola indebitamente detenuta. Tali minacce, che sono iniziate nel 2015 e si sono protratte sino ad oggi, sono state indirizzate sia all'avvocato e sia a tutte le persone che di volta in volta venivano individuate dal legittimo possessore del fondo per recarsi nel terreno conteso. L'atteggiamento intimidatorio adottato dai due figli e dal padre era volto a far desistere, oltre al proprietario del fondo stesso, tutti i potenziali acquirenti del terreno e non in ultimo, il proprietario del capannone incendiato. La vicenda trae origine, storicamente, già dai primi anni 2000 quando tale terreno era già oggetto di contesa tra il legittimo proprietario e la famiglia Donato. Tale diatriba è culminata il 23 giugno 2010 in un tentativo di omicidio ad opera di Giuseppe Donato, reato per il quale è stato condannato con pena definitiva, nei confronti dell'avvocato vibonese, legittimo proprietario del terreno agricolo in argomento.