Reggio Calabria
 

Bovalino (RC), i gruppi consiliari di opposizione: "Negata la possibilità di fare un Consiglio comunale aperto su problematica rifiuti"

"Considerata la grave situazione ambientale nel nostro paese, divenuta oramai insostenibile e al limite dell'emergenza sanitaria, con cumuli di rifiuti cosparsi su tutto il territorio comunale, erbacce lungo i marciapiedi del centro urbano, strade e piazze sporche, e la pessima gestione della raccolta differenziata con diversi servizi (pulizia manuale e meccanizzata, lavaggio di strade e piazze, rimozione delle erbacce, diserbo, derattizzazione ecc.) svolti in modo difforme rispetto a quanto previsto dal capitolato d'appalto del servizio, malgrado il tempestivo e integrale pagamento delle fatture, nei giorni scorsi come gruppi consiliari di opposizione abbiamo chiesto in modo congiunto, ai sensi dell'art. 49 del vigente regolamento di funzionamento del Consiglio comunale, la convocazione urgente di una adunanza "aperta" all'intervento e al contributo dei cittadini, degli imprenditori, delle associazioni, dei professionisti di Bovalino". E' quanto si legge in una nota congiuntà dei gruppi consiliari di opposizione di Bovalino.

"Lo abbiamo fatto - affermano Maria Alessandra Polimeno, capogruppo Gruppo consiliare Nuova Calabria e Francesco Gangemi, capogruppo Gruppo Consiliare Impegno e Partecipazione - nella convinzione che la problematica dei rifiuti investe l'intera comunità, perché i rifiuti abbandonati per strada o sui marciapiedi, oltre a costituire un pericolo per la salute pubblica, deturpano l'immagine di una cittadina a vocazione turistica come la nostra. L'intento era quello di confrontarsi in modo costruttivo per individuare insieme idonee e urgenti soluzioni, al fine di ripristinare la corretta raccolta differenziata nel nostro Comune, contrastare il dilagante degrado e favorire il decoro urbano.

Tuttavia la Presidente del Consiglio comunale, Avv. Laura Sgambellone, ha negato la convocazione del Consiglio comunale aperto al pubblico, ritenendo che tale modalità di svolgimento sia in contrasto con un articolo del Decreto Cura Italia, che non consente lo svolgimento dei Consigli comunali in presenza di pubblico al fine di evitare assembramenti. A pochi giorni dalla riapertura della mobilità interregionale, in una Regione che da diversi giorni registra zero contagi, appellarsi ad una norma oramai superata dagli eventi e dai successivi DPCM e Ordinanze regionali per non consentire lo svolgimento di un Consiglio comunale in una piazza o in un locale idoneo a garantire le necessarie misure di sicurezza appare come una banale scusa per sottrarsi al confronto pubblico. Abbiamo chiesto in alternativa la possibilità di convocare la seduta aperta in videoconferenza, consentendo ai cittadini di intervenire a distanza, ma anche questa proposta è stata bocciata. Il punto pertanto sarà inserito nella prossima seduta ordinaria del Consiglio comunale.

Riteniamo che ancora una volta si sia persa l'occasione della collaborazione costruttiva, che riteniamo l'unica strada percorribile per contrastare un degrado oramai evidente e per individuare le opportune soluzioni ai tanti problemi che affliggono il nostro paese. E' una decisione che non condividiamo, in aperto contrasto con i principi di democrazia e partecipazione, che priva la comunità di un necessario confronto con l'Amministrazione comunale, richiesto e sostenuto da numerosi cittadini, su un tema di rilevante e urgente interesse collettivo.