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Le chiavi (breve racconto pi fissiari)

chiavidi Nino Mallamaci* - Saranno state le sette e mezza, ieri mattina, quando sento tuppiari (capirete dopo) forte alla porta.

- Chi è?

- Carabbineri, iapriti a potta!

- Ma che volete?

- Iapriti a potta ca s'annunca a sfunnamu.

- Buongiorno, dit...

- Lei cu è? Chi faci intr'a sta casa?

- Come che faccio? E' casa mia, sono a casa mia!

- Non dica fissarii, chista è a casa i ... comu si chiama, appuntatu?

- Mallamaci si chiama, brigaderi, Mallamaci. C'è scritto supra o campaneddhu randi accussì.

- Mallamaci, sì, non facissi u spiritusu, appuntatu Rapisarda! E allura? Chi sta facennu?

- Io sono il proprietario della casa, questa è casa mia!

- Chi fa, u gnorri? Mi mustrassi nu documentu.

- Aspettate... ecco, il passaporto.

- E' scadutu.

- Sì, ma c'è la fotografia e il mio nome e cognome, vede? Mallamaci Antonino.

- Ma chistu 'nnavi i capiddhi longhi, lei corti ce l'ha!

- Brigaderi, mi tagghiai i capiddhi! O non si poti?

Stia calmo. Succidiu carcosa? 'Nci mmanca nenti 'nda casa?

- Non mi manca niente, brigadiere! Ma mi fa capire che cosa è successo? Perché siete venuti qua a quest'ora a buttarmi il portone?

- Guardi chi a nnui non 'ndi piaci mi iamu girandu casi casi: na segnalazioni 'Nci fu! Telefunaru e 'ndi cuntaru c'arsira vitturu trasiri un individuo sospetto d'a finestra d'u soggiornu, e stammatina vitturu u stessu individuo sospetto chi nisciva d'a finestra d'a camera i lettu.

- Aaaaaaaaahhhhh! Ora capisco!

- Chi capisci? 'ndi voli spiegari mi capiscimu puru ieu e l'appuntatu Rapisarda (si capisci)?

- Chi dissi, brigaderi, non sintia bbonu...

- Nenti appuntatu, parli quannu è interpellatu. Prego, signor ... comu si chiama, appuntatu?

- Mallamaci, brigaderi, ll'aiti davanti all'occhi 'ndo documentu

- Ancora? 'nci dissi non mi faci troppu i spiritusu, Rapisarda!

- Prego, signor Mallamaci...

Ora vi racconto...

Allora, che cosa era successo? La sera prima, intorno alle 11, arrivato vicino casa con la macchina, allungo la mano per prendere la chiave nel solito posto e ... niente. La chiave di casa era sparita. Cerco dappertutto, con la torcia del cellulare accesa. Cruscotto, sedili, sotto i sedili, sotto i tappetini, in mezzo ai sedili. Insomma, smonto quasi la macchina e della chiave neanche l'ombra. Chiamo mio fratello e gli chiedo se può andare a casa di mia madre (abitano sullo stesso pianerottolo) per prendere la chiave di riserva che lascio sempre lì per simili evenienze.

- Arrivo sotto casa e me la lanci dal balcone o la metti nell'ascensore, per favore.

- Pronto, dimmi Giovanni...

- Ma è una di quelle grandi? Dove l'hai posata? Qui nel portachiavi ci sono solo chiavi piccole

- Porca troia, ma ce ne devono essere due, come non c'è? Va bene, sto arrivando.

Dovete sapere che mia madre, da un po' di tempo, ha la sindrome delle chiavi che si perdono, quindi le nasconde. Poi non si ricorda, e le chiavi a quel punto sono perse davvero. Comunque, giriamo la casa, apriamo cassetti, armadi, armadietti, portaoggetti. Un commando di quattro persone, e non troviamo la chiave. Me ne vado incazzatissimo, e tornato vicino casa mi metto a girare in strada pensando mi potesse essere caduta nel brevissimo tragitto fatto per prendere la macchina. Niente. Metto sottosopra di nuovo tutto l'abitacolo, e alla fine mi arrendo. Siccome sono Mister Wolf, e risolvo problemi, controllo che non ci sia qualche finestra chiusa male e ... miracolo (se c'è qualche ladro che legge ora le ho controllate e sono tutte chiuse ermeticamente). La finestra a scorrimento del soggiorno ... scorre, e con uno sforzo sovrumano - le ante sono state ideate per gente magra - mi infilo dentro con una capriola, atterrando con la testa sul pavimento.

Sono dentro!!!

Controllo se per caso ho dimenticato la chiave prima di uscire, ma non c'è. Va bene, rifletto, ormai sono dentro e dopo se ne parla. Vado ad aprire il portone per tornare da mia madre per cercare ancora le altre copie. Non si apre! E' vero, mi dico, quando si chiude da fuori poi non si può aprire da dentro, è successo già una volta al mio ospite che, essendo io andato via chiudendo con due mandate, è dovuto uscire dalla finestra! Intanto, mentre sono prigioniero a casa mia, mi arrivano pessime notizie da quella di mia madre. Insomma, in un colpo solo ho perso 3 (tre) chiavi di casa! Un record assoluto. In ogni caso, pur trovandomi agli arresti domiciliari, mi metto a letto - si è fatta l'una e mezza, e pensare che ero tornato per coricarmi presto - e mi addormento come un ... carcerato. Mi sveglio, la mattina verso le sei, mi vesto (mi lavo e tutto il resto, ma non è il caso di scendere troppo nel dettaglio) e mi precipito al portone per andare al bar per il caffè, dato che a casa non lo faccio. Ma quale bar? Il portone non si apriva la sera prima, e nel frattempo non è potuto succedere nulla per cambiare la situazione. Ma siccome sono sempre Mister Wolf, trovo subito la soluzione: esco dalla finestra. Ma da quella della camera da letto, che è più bassa, sennò rischio di procurarmi l'ennesima frattura. Mi infilo con fatica nell'anta per persone filiformi e finalmente sono un uomo libero. Allungo la mano per prendere il cappotto dal pavimento e ... mi morde un topo! No, questa me la sto inventando. Insomma, allungo la mano per prendere il cappotto che non mi ero messo prima per ridurmi la silhouette, e mi avvio alla macchina. Salgo, e accanto al tappetino che cosa c'è? Avete indovinato! La chiave! Se trovo quello che l'ha presa ieri e l'ha rimessa a posto dopo lo strangolo, penso. Dopo un po' mi telefona la badante di mia madre: ha trovato l'altra chiave nascosta in mezzo ai fazzoletti. E siamo a due su tre, della terza non c'è traccia ma non importa.

- Va bene, signor Mallamaci, graziassai che ci avete fatto divertire. Rapisarda, fatti dari na chiavi d'u signor Mallamaci (vedi chi ora m'arricordu).

- Come la chiave, quale chiave?

- La chiave di casa, signor Mallamaci, ce la dia che ne teniamo una in casemma, ca n'a vulimu truvari sparatu i carcunu ca non sapi che lei trasi e nesci d'a casa d'a finestra.

*Avvocato e scrittore