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L’isterica reazione di Falcomatà: richiesta di dimissioni comunicata all’assessore Quattrone sul gruppo Whatsapp

falcomatadi Claudio Cordova - Con il dibattimento (e quindi con il processo pubblico) ne vedremo delle belle. Ma già dalla lettura della sentenza con cui il Gup di Reggio Calabria, Giovanna Sergi, ha condannato l'ex assessore Angela Marcianò per il cosiddetto "Caso Miramare", emergono particolari grotteschi, simpatici, imbarazzanti, circa il modus politico della Giunta del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Uno di questi riguarda la famigerata riunione del 16 luglio 2015, con cui la Giunta autorizzerà la delibera oggetto del "Caso Miramare". Due giorni prima, sul gruppo Whatsapp della Giunta, Falcomatà scrive: "Signori buonasera. Ho una riunione di maggioranza in corso da un paio d'ore. E' evidente che non funziona nulla. Pertanto giovedì alle 15 è convocata una urgente e indifferibile riunione di Giunta. Saluti". Il 16 (alle 15 passate) la conta: qualcuno scrive "ci sono", qualcun altro "sto arrivando". L'ira di Falcomatà si abbatte però sull'allora assessore Agata Quattrone, molto vicina al cognato Demetrio Naccari Carlizzi, attualmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, successivamente rimossa dall'incarico in Giunta.

Alle 15.09, l'allora assessore Quattrone scrive sul gruppo Whatsapp: "Io sono ancora in viaggio da sola con bimbo... mi spiace molto non sono riuscita ad anticipare. Vi raggiungo appena arrivo". La risposta di Falcomatà si fa attendere poco più di 30 secondi: "Prendo atto, risparmiati il viaggio". L'assessore Quattrone prova a mettere una pezza: "Ti ho chiamato più volte ieri per informarti". Ma Falcomatà è irremovibile (e anche un po' capriccioso): "Non mi interessa, domattina voglio sulla mia scrivania le tue dimissioni. Grazie".

L'isterica politica 2.0.