Mes, Forciniti (M5S): "Rispedire a mittente riforma peggiorativa"

"A dispetto della definizione piuttosto suadente di 'fondo salva stati', che sembra quasi richiamare il concetto di solidarieta' e invocare un romantico senso di comunita', il Mes rappresenta l'ennesimo tassello di un disegno piu' ampio che prevede l'arretramento della politica e la delega in bianco in favore di una fredda, cinica tecnocrazia che non conosce altre ragioni oltre quelle dei numeri, dei mercati, della finanza". Lo afferma in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Forciniti.

"In pratica - prosegue - i Paesi dell'Eurozona hanno versato in questo fondo decine e decine di miliardi di euro, costituendo un'istituzione parallela a quelle che reggono l'Unione Europea, che segue logiche proprie e non risponde alle istituzioni comunitarie. In caso di difficolta', per riprendere in prestito i loro stessi soldi, gli stati devono rispettare rigide condizioni e impegnarsi a portare avanti politiche 'lacrime e sangue' che in genere prevedono tagli lineari alla spesa per sanita', welfare, pensioni, privatizzazioni e svendite di asset strategici, riforme del lavoro che precarizzano e abbassano garanzie e salari per i lavoratori. Ora, il Mes esiste gia', e' stato istituito nel 2012, l'Italia lo ha ratificato ai tempi del governo Monti grazie al voto favorevole bipartisan di centrodestra e centrosinistra. Oggi si discute di una riforma del trattato. Senza voler entrare nei dettagli tecnici che caratterizzano la proposta di riforma in esame in questi giorni, basti sapere che questa prevede l'aumento del 'potere' del Mes nella valutazione che riguarda la possibilita' di prestare i soldi ai Paesi che si troveranno in difficolta', e le modalita' subordinate alla concessione del prestito. In pratica sara' il Mes ad avere l'ultima parola su processi che dovrebbero invece essere governati dalla politica, piuttosto che da organismi tecnocratici. Di contro, perdono margine di controllo e intervento gli organi politici e democratici dell'Unione. Inoltre, il nuovo trattato rende piu' facile il verificarsi di scenari di ristrutturazione del debito, che getterebbero sul lastrico i risparmiatori in possesso di titoli di Stato". "Probabilmente - conclude Forciniti - ad oggi pensare di smantellare il Mes e' qualcosa di irrealistico, ma si puo' e si deve almeno rispedire al mittente questa proposta di riforma assolutamente peggiorativa che non fa nulla per rendere piu' democratici e partecipati i processi decisionali dell'Unione Europea e dell'Eurozona, ma anzi va nella direzione opposta, che e' quella di spostare pericolosamente l'asse delle decisioni verso piani sempre piu' lontani dai cittadini e dai loro rappresentanti".