Estorsioni ed usura in Piemonte, 16 arresti: nessun commercialista coinvolto

Nell'inchiesta della Procura di Torino sulle attivita' illecite della 'Ndrangheta non risultano esservi coinvolti commercialisti. Lo precisa l'Ordine dei Commercialisti di Torino e Provincia dopo le verifiche compiute sugli iscritti all' Albo professionale. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, ha portato a sedici arresti, su ordine di custodia, principalmente per usura, estorsione e riciclaggio. L'indagine riguarda due organizzazioni criminali: una capeggiata da Vittorio Ceretta, pluripregiudicato, l'altra dal sorvegliato speciale Renato Macri', noto esponente della 'Ndrangheta. C'e' poi un terzo filone, legato ai prestiti a tasso usuraio elargiti da Vittorio Raso, attualmente latitante per sfuggire ad altri provvedimenti cautelari. A quanto emerso dall'inchiesta, le persone coinvolte, a vario titolo, finanziavano la criminalita' organizzata tramite un complesso meccanismo di usura ed estorsione, creando societa' fittizie per ottenere finanziamenti da parte di istituti di credito che venivano poi utilizzati per prestiti a tassi di usura. A quanto si apprende, uno degli indagati esercitava la professione di commercialista in maniera abusiva.